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Retrogusto

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giovedì, 12 gennaio 2006
Categorie: secondi, ricette

Mi dispiace non aggiornare questo blog con la stessa frequenza con la quale mi produco in qualche nuova ricetta, ma il tempo per mettersi al computer a scrivere per diletto è sempre meno del necessario. Ultimamente, le mie fisse culinarie si rivolgono soprattutto ai secondi di carne, per i quali ho escogitato qualche buona trovata; quella che vi comunico oggi è l'ultima in ordine cronologico, visto che è stata collaudata per la cena di ieri sera.

Ingredienti (per 2):
500 gr di spezzatino di vitello, tagliato in pezzi regolari
250 gr di funghi misti surgelati
2 cucchiai di farina
aceto balsamico
vino rosso da cucina
olio extravergine d'oliva
uno spicchio d'aglio
misto spezie per carni
sale (se serve)

Tempo:
30/40 min

Difficoltà:
facile

Preparazione:
Infarinate i pezzi di carne su tutti i lati. In un tegame, fate riscaldare un po' d'olio; prendete i funghi ancora surgelati e fate rosolare a fuoco vivace 5 minuti, mescolandoli spesso; solo a questo punto, aggiungete lo spicchio d'aglio, e continuate a mescolare per altri 5 minuti. Aggiungete la carne, che farete dorare su tutti i lati; versatevi sopra 2 tappi di aceto balsamico e fate completare la doratura. In un bicchiere, mettete mezzo cucchiaio abbondante di misto spezie e aggiungete il vino, fino a riempire il bicchiere. Versate il tutto nel tegame, abbassate la fiamma, coprite e completate la cottura (20 minuti circa), mescolando di tanto in tanto. Una volta spento, lasciate raffreddare 5 minuti e servite. Dal momento che il fondo di cottura sarà piuttosto denso, vi consiglio di raccoglierlo con un cucchiaio e usarlo come salsa, disponendone un generoso strato su ogni porzione. Si consiglia vivamente di accompagnarlo con del pane perché fare la scarpetta è cosa buona e giusta .

Postato da: mllemm a 12:06
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martedì, 13 settembre 2005

Torno a scrivere su questo blog per una ricetta che definire cucina astuta è dir poco. Io e la mia dolce metà abbiamo un bel po' di bottiglie di vino da dolci rimaste a metà, ormai impresentabili e soprattutto imbevibili; che farne? In attesa di rassegnarci a gettarle nella spazzatura, tentiamo il riciclo intelligente. Così:

Ingredienti (per 2):
2 bei pezzi di tacchino (ali, fuselli o cosce) con tutta la pelle
2 bicchieri di spumante secco
misto spezie per secondi di carne
una piccola stecca di cannella
olio extravergine d'oliva
una noce di burro
sale (se il misto spezie non lo contiene)

Tempo:
30 min (marinatura)
45 min (cottura)

Difficoltà:
facile

Preparazione:
Pulite i pezzi di tacchino, togliendo con le pinzette (o strappandole con le unghie, come ho fatto io) le eventuali piume. Lasciate la pelle: aiuta a mantenere morbida la carne durante la cottura e, se non vi piace, potrete toglierla in un secondo momento. Disponete in una ciotola, cospargete con il misto spezie da entrambi i lati e irrorate con i due bicchieri di spumante. Sminuzzate la stecca di cannella e aggiungetela alla marinata, cercando di fare in modo che non aderisca direttamente alla carne. Mettete in frigorifero per una mezz'ora: se lo spumante non arriva a coprire tutta la carne, rigirate i pezzi nella marinata dopo un quarto d'ora.

In una padella antiaderente, fate scaldare l'olio d'oliva (quanto? a occhio!), nel quale farete sciogliere la noce di burro. Prendete la ciotola dal frigo, sgocciolate accuratamente i pezzi di carne e fateli rosolare per bene nella padella, girandoli con due cucchiai per ottenere un risultato uniforme. Se il misto spezie non contiene sale, aggiungetelo direttamente in padella. Quando saranno ben coloriti, bagnateli con un mestolo della marinata; coprite con un coperchio e fate cuocere. Ogni tanto, girate la carne e continuate a versare la marinata finché non sarà stata utilizzata tutta e, nella padella, sarà completamente evaporata. A questo punto il piatto è pronto: spegnete, lasciate riposare cinque minuti, quindi servite. 

La carne sarà ben cotta e tenera anche all'interno, cosa che con il tacchino non sempre si verifica. Credo che la ricetta si possa riadattare anche al pollo, ma io in questo periodo preferisco non comprarlo.

Prevedete del pane per raccogliere il sugo: non potrete farne a meno!

Postato da: mllemm a 10:19
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giovedì, 21 luglio 2005

Oggi parliamo di cucina pseudocreativa, ovvero di quello che esce quando hai una serie di ingredienti che hai comprato senza un apparente nesso logico ma con in mente qualche vago ricordo delle riviste di cucina che hai in casa... un po' tipo Prova del Cuoco, insomma!

Ingredienti (per 2):
una grossa melanzana viola
350/400 gr di macinato di vitella (o di maiale)
curry in polvere
coriandolo
cumino in semi
peperoncino
olio extravergine d'oliva
sale q. b. 

Tempo:
30/40 min.

Difficoltà:
facile

Preparazione:
Lavate la melanzana, asciugatela, togliete il picciolo (o come si chiama) e tagliate a grosse fette tonde, che poi ridurrete a dadi. Mettete a bollire un bricchetto d'acqua (2-3 bicchieri); in una padella dai bordi alti o in un tegame, fate riscaldare due cucchiai di olio a fuoco vivace. Gettate i dadi di melanzana nel tegame e fateli colorire bene, aiutandovi con un cucchiaio di legno; abbassate quindi il fuoco e coprite.

A questo punto, l'acqua dovrebbe bollire: spegnete e versateci il curry - non ci sono dosi precise, dipende dai vostri gusti e dal tipo di curry che avete in casa - mescolando bene per farlo sciogliere. Versatene metà nel tegame, coprite e fate cuocere altri dieci minuti.

Nel frattempo, cercate di sminuzzare ulteriormente la carne macinata. Al termine dei dieci minuti, versatela nel tegame, girate bene con il cucchiaio di legno in modo che si insaporisca e che si amalgami bene con le melanzane: a questo punto si dovrebbe essere spezzettata in tante piccole palline. Unite una manciata di semi di cumino, una presa di coriandolo e il peperoncino che siete in grado di tollerare. Salate, versate la parte restante del brodo al curry, alzate la fiamma, coprite e fate cuocere finché il liquido non sarà stato assorbito.

Spegnete, fate riposare qualche minuto e poi servite.

Note:
una buona percentuale della riuscita di questo piatto, molto facile, sta nella qualità del curry. Purtroppo quello che avevo ieri in casa (di Angusto) non aveva un sapore particolarmente forte. Procuratevene uno buono e il successo è assicurato - anzi, se conoscete una buona marca di curry, perché non me la consigliate nei commenti?

Abbinamenti:
da bere, non c'è niente di meglio di una buona birra, magari non troppo zuccherina.

Alla prossima!

Postato da: mllemm a 09:35
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sabato, 16 luglio 2005
Categorie: articoli, abitudini

Nessuna ricetta, oggi, perché immagino che nessuno, con questo caldo, abbia voglia di mettersi davanti a forni e fornelli.

Vi segnalo però questo articolo dal sito Ansa.it che mette a fuoco una malattia nervosa sempre più diffusa, a quanto pare: l'ortoressia. Per sapere cos'è, leggete qui.

Io mi limito a dire che, se non bisogna mai esagerare, qualche piccolo vizio rende la vita più piacevole. Non c'è niente di peggio che stare a tavola con chi ti ricorda che tutto quello che ingerisci potrebbe farti male...

 

Postato da: mllemm a 16:05
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mercoledì, 06 luglio 2005

Io bevo caffé come se fosse acqua fresca. Non mi brucia lo stomaco, non mi fa passare il mal di testa, non mi dà insonnia. Però mi piace. Per questo vi dò una "ricetta" alternativa che, se è un po' più leggera rispetto al caffé della moka, non per questo è meno gustosa. Per chi sa leggere i fondi di caffé, inoltre - forse non siete in tanti, ma insomma... - questa ricetta fornisce la materia prima.

Ingredienti:
miscela per caffé arabo (in vendita, ad esempio, nelle botteghe del commercio equo e solidale)
zucchero

Tempo:
5 minuti

Difficoltà:
facile

Preparazione:
In un bricchetto (io ho quello apposito, ma va bene anche un altro), mettete l'acqua corrispondente al numero di tazzine che avete in programma di fare. Aggiungete lo zucchero (io ne metto un cucchiaino a testa - scordatevi il Dietor, l'aspartame o il caffé amaro, ché così la ricetta non riesce!), mescolate bene e mettete sul fuoco bassissimo, possibilmente sul fornello più piccolo. Quando l'acqua sobbolle, togliete dal fuoco, aggiungete un cucchiaino di polvere di caffé per tazzina più uno, mescolate di nuovo e rimettete sul fuoco, sempre bassissimo, fino a ebollizione - dovrebbe formare una densa schiumetta sulla superficie. A questo punto, spegnete e lasciate riposare due o tre minuti: quindi versate nelle tazzine e servite (attenti a non bervi la polvere che resterà sul fondo - se siete un po' schizzinosi magari filtratelo prima di servirlo, ma addio lettura dei fondi!). 

Varianti: c'è chi ci aggiunge le spezie, tipo pepe, cannella o zenzero, o chi lo fa con il miele.

Postato da: mllemm a 08:46
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giovedì, 23 giugno 2005
Categorie: primi, ricette, pasta

Per inaugurare anche io questo blog, che mi vede coautrice con la mia dolce metà - che ringrazio per aver avuto l'idea e l'occasione per cominciare a scrivere, vi posto subito la ricetta del mio pranzo di oggi.   

Ingredienti:
pasta corta a scelta
pomodorini ciliegia
mozzarella
capperi (se vi piacciono)
pepe (o origano)
olio extravergine d'oliva
sale

Tempo:
15-20 minuti

Difficoltà:
facile

Preparazione:
Mettete a bollire l'acqua per la pasta. Nel frattempo, lavate i pomodorini e tagliateli a spicchietti; aggiungete la mozzarella tagliata a cubetti e un cucchiaino di capperi. L'acqua, a questo punto, dovrebbe bollire: salatela e buttate la pasta. Poco prima di scolarla - attenzione: non deve essere troppo al dente - condite pomodori e mozzarella con l'olio e il pepe (o l'origano). Scolate bene la pasta e mischiatela immediatamente al condimento preparato; con il calore, infatti, la mozzarella si ammorbidisce e si amalgama con il sapore dei pomodori. Va servita tiepida, non troppo calda.

Note:
Questa ricetta mi è stata preparata da Angusto l'anno scorso e da allora ne sono diventata ghiotta!   È facile, veloce, si può preparare davanti alla tv ed è decisamente estiva. 

Se la provate fatemi sapere come vi è venuta!

Postato da: mllemm a 18:22
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domenica, 19 giugno 2005
Categorie: luoghi

Oggi rompo gli indugi. Questo Blog è online da mesi, addirittura da prima della radicale ristrutturazione della mia Angusto's Cave , ma ahimé il tempo è tiranno e così io e la mia adorata, presi da mille impegni più o meno lavorativi nonché dai nostri rispettivi spazi internettiani ufficiali, non abbiamo mai avuto il tempo e/o la forza per scriverci qualcosa.

Qui ci proponiamo di parlare di buon cibo, di cui siamo entrambi amanti, consigliare qualche ricetta e, perché no, partire dalla base "gastronomica" per evolverci in qualche interessante divagazione. L'occasione per iniziare a rendere "I ricettatori" una realtà  è ora immancabile per chi scrive, memore del bellissimo week-end che la vostra coppia telematica preferita (vero ? :-)) ha di recente passato, sfruttando il ponte del 2 Giugno, in quel meraviglioso paradiso sperso nell'agro laziale di nome Calcata.

Innanzitutto, qualche cenno sul luogo, un borghetto medievale di "due metri per due" pregno di una particolarissima atmosfera, dovuta in gran parte alla sua singolare storia. Abbandonata dagli antichi abitanti, costretti a trasferirsi nel nuovo abitato (orrendo agglomerato di blocchi di cemento situato pochi chilometri più in alto) per motivi di sicurezza "tellurica" , Calcata viene ripopolata a partire dagli anni '70 da simpatici "personaggi" che hanno deciso di abbandonare la caotica vita cittadina per godere della tranquillità di un posto fuori dal tempo (persino il cellulare non prende. Scordatevelo !). C'è luce elettrica, gas e acqua, e anche un po' di tv, ma per il resto i "nuovi calcatesi" preferiscono intrattenersi suonando la chitarra in piazza e intonando canti indiani, campando per lo più di espedienti. Chi si dà all'artigianato, chi vende vestiti, chi espone in un museo (ex-chiesa sconsacrata) gli strumenti agricoli dei propri nonni. Molti aprono un bar o un ristorante, magari solo per i week-end, alternando l'attività di gestione del locale con l'applicazione delle loro arti. E qui veniamo al punto che più ci interessa (;-))...

Nonostante la ridotta ampiezza del paesino, ad ogni angolo troverete un centro gastronomico pronto a deliziare le vostre papille gustative con sapori genuini che chi è abituato a vivere in città ha da tempo dimenticato (ne è un esempio lo scrocchiare dell'insalata, e il suo rilasciare essenze erbacee lungo il palato. Nulla a che vedere con le nostre insipide "Prontissime"). 

Per l'aperitivo, potrete fermarvi a bere un té al "Caffé Kafir" di Gianni Macchia, attore di culto del cinema anni '70 e ora pittore di gran sensibilità. Di particolare livello i té aromatici al frutto, cocco e arancio su tutti. Proseguite poi assaggiando lo sformato di tagliolini al tartufo e le pappardelle al cinghiale dell'Associazione "La Fontana Vecchia", alle porte del paese. Di notevole interesse la produzione di formaggio casareccio e la possibilità di mangiare, previa ordinazione, il porceddu sardo cucinato secondo i dettami di un'antica tradizione, di cui i gestori sono portatori. Assolutamente da provare anche il collo di maiale alle mele, prugne e cipolle rosse della "Latteria del Gatto Nero", mentre lo spezzatino di cinghiale dell'associazione "Il Graal" è stato giudicato da un autorevole nutrizionista "il miglior piatto d'Italia". E lo è, peccato però che il gestore sia un pò troppo rompicoglioni. Proprio sulla piazza, poi, c'è un negozietto che vende dei biscotti, non dolcissimi, veramente da capogiro: cioccolato e mandorle, polenta e arancio....e poi, da mangiare subito, una eccezionale crostata di crema e marmellata, che è impossibile trovare da qualunque altra parte del mondo.

Per il dovuto (e necessario alla digestione !) riposo ci siamo invece rivolti all'associazione "I sensi della terra"  , che offre ospitalità ai "pellegrini" a prezzi stracciatissimi. Certo non è il Grand Hotel, ma se sapete adattarvi vi troverete alla grande, in quello che ormai è universalmente riconosciuto come "il paese degli artisti".

E ora, mllemm, il prossimo passo, e il prossimo post, stanno a te...;-)) !

 

Postato da: angusto a 18:55
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Barilla
Buonissimo

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